Ispirazione orientale

L’attico, situato all’ultimo piano di un palazzo anni ‘70 nel centro della città, richiedeva una serie di lavori di risistemazione interna ed esterna.
I lavori di ristrutturazione del terrazzo di forma a C che circonda interamente l’alloggio avevano già avuto inizio alcuni anni prima con la posa della pavimentazione in cotto e con la collocazione dei corpi illuminanti disegnati su progetto ed in linea con le finiture della casa, all’epoca di gusto in prevalenza classico.
La committente, amante dello stile giapponese ereditato dai frequenti soggiorni del padre nel paese del Sol Levante negli anni ‘30, e proprietaria a sua volta di vari pezzi d’arte e di arredamento orientale, desiderava un terrazzo che non limitasse con quinte di vegetazione la bellissima vista su tre lati verso le montagne del biellese e verso la parte alta della città, ma che costituisse un richiamo ad un nuovo modo di concepire gli spazi aperti, una sorta di trait-d’union tra la filosofia giapponese ed elementi di arredo di gusto più occidentale.
Gli elementi e la simbologia del giardino giapponese sono tutti presenti e vengono di volta in volta richiamati dagli elementi di arredo su disegno, dalle pietre di forma piatta di grande dimensione e con scanalatura centrale e dalla vegetazione bassa costituita in prevalenza dalle rose cinesi.
Le ampie vetrate che mettono in comunicazione la sala con il terrazzo hanno inquadrato gli elementi orizzontali costituiti dalle pietre a loro volta sollevate dalla pavimentazione mediante supporti in ferro forgiato a mano e che richiamano forme vegetali.
Vasi di ceramica blu con Rosa x odorata “Mutabilis” rampicanti ed a cespuglio, mischiate ad esili clematidi “Perle d’Azur”, sono stati posti lungo la vetrata a divisione con l’alloggio confinante e sul lato nord a formare ambienti separati..
Altri vasi con rose “Perle de Alcanada” e “Golden Wings “ formano dei gruppi di altezza inferiore.
Gli elementi del giardino giapponese sono presenti nello spazio seduta - meditazione costituita dalle panche rettangolari su disegno.
In prossimità l’acqua è presente sotto forma di una fontanella con bacile in pietra stondata .
La vegetazione, in equilibrio con gli elementi in pietra, è costituita dalle fioriture delicate delle rose striscianti quali rose “Nozomi”.
Gruppi di Sempervivum “arredano” insieme alla ghiaia le pietre di dimensione inferiore poste ai lati del terrazzo.
All’estremità del terrazzo un cancello in ferro lavorato come un elemento vegetale ed adibito a supporto per altre rose rampicanti riprende il disegno dei cancelletti in bambù a separazione dei fondi agricoli in Giappone.

Gli elementi vegetali sono stati forniti dal vivaio Anna Peyron di Castagneto Po (TO).


Architetto Elena Maria Genero - Architetto Mariagrazia Viola


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